CATANZARO — «Qua si campa d’aria. E il Sud è un paese bello assai». Iniziava così un vecchio adagio del cantastorie calabrese Otello Profazio, che risale al lontano 1974. Oggi, più che mai, è tornato alla ribalta perché sembra aver predetto il risultato di una ricerca scientifica di Stefano Montanari e Antonietta Gatti, esperti mondiali di Nanopatologie. Secondo i loro rilevamenti, in Calabria si potrebbe vivere davvero solo d’aria. Perché, in un punto preciso della Sila Piccola a Zagarise, in provincia di Catanzaro, è stata rilevata l’aria più pulita d’Europa, addirittura più sana di quella del Polo Nord.
Una scoperta che ha una valenza straordinaria. Soprattutto se si pensa che i due scienziati, da 20 anni in giro per il mondo a caccia anche di aria pulita, hanno trovato quella calabrese tale da assicurasi il primato europeo.
La ricerca nasce da una pura coincidenza: «Eravamo in vacanza al parco avventura Orme nel Parco — ha spiegato Montanari — Per puro divertimento, abbiamo posizionato il nostro microscopio, il Feg-esemquanta250, unico in Italia e di altissima tecnologia, in un punto all’interno del parco. Con nostro grande stupore ci siamo trovati di fronte ad un risultato interessantissimo. In quel giorno, esattamente il 9 agosto 2009, stavamo respirando un’aria pulitissima mai riscontrata prima, con un grado d’inquinamento pari allo zero».
La scoperta è stata inserita in uno studio, finanziato dall’Unione Europea, che i due scienziati stanno effettuando. Obiettivo della loro ricerca è avere un livello d’inquinamento d’aria pari allo zero, per farne l’elemento di paragone con gli altri rilevamenti in giro per l’Europa. In pratica quello calabrese farà da parametro di partenza europeo. Si scopre, infatti, che ha superato, anche, quello della Norvegia, dove Montanari e Gatti, nell’arcipelago delle isole Svalbard, in una zona scarsamente popolata e senza strade, hanno riscontrato un’aria con inquinamento antropico.
«È naturale — ha aggiunto Montanari — che questo ottimo risultato andrebbe riconfermato. Dovremmo ripetere i rilevamenti per avere una periodica analisi della presenza di questo primato. Di certo è un dato che sarebbe sciocco sottovalutare perché oggi si tratta di una strategica risorsa, anche, economica. Pensare d’avere un’aria tra le più pulite al mondo significa riuscire ad attrarre un turismo consapevole e di qualità».
Dal canto suo, il presidente dell’Ente Parco nazionale della Sila, Sonia Ferrari, impegnata nella valorizzazione del patrimonio naturale del Parco, che abbraccia ben 74 mila ettari, distribuiti tra le provincie di Cosenza e Catanzaro, non ha dubbi sul da fare: «Si parla spesso di destagionalizzare il turismo. La Sila è la risposta concreta a quanto pensato da anni. Noi cerchiamo di tutelare e promuovere le realtà locali, creando una rete tra le eccellenze territoriali. Nonostante le nostre scarse risorse economiche sosteniamo eventi che siano una valida alternativa al turismo balneare».
Del resto, la Calabria, immersa tra mare e montagna, dà la possibilità, in mezz’ora, di allontanarsi dalla costa per tuffarsi in un oceano d’aria pulita da record. «Questa scoperta scientifica ci inorgoglisce — ha concluso la Ferrari — È la conferma delle nostre molteplici ricchezze, da inserire in un pacchetto ecocompatibile per allungare l’offerta turistica». L’esempio di tutto questo è a portata di mano. È il parco avventura «Orme nel Parco», il più grande del Mezzogiorno, dove è stata, appunto, trovata l’aria più pulita d’Europa. «Con i nostri sei percorsi acrobatici tra gli alberi, distribuiti in 3 ettari di terreno — ha spiegato Massimiliano Capalbo, presidente della GH Calabria che gestisce il parco — siamo riusciti ad attrarre, solo in due anni, ben 20mila turisti. La nostra è un’offerta ecocompatibile. Lavoriamo solo con un generatore elettrico e rappresentiamo la risposta al turismo balneare. Ma, anche e soprattutto, la molla che ha generato un circuito virtuoso, grazie al quale si è sviluppato un territorio, fino ad oggi, sconosciuto».
Concetta Schiariti – Fonte: Corriere del Mezzogiorno del 21 agosto 2010
Lorica, 22 agosto 2010 — L’Ente Parco Nazionale della Sila e l’Associazione “Città del Sole” di Cosenza organizzano, quest’anno per la prima volta, una avvincente caccia al tesoro fra i boschi della Sila, in località Comuniello, a Lorica.
Leggi questa News nel Sito del Parco della Sila

Lorica, 6 agosto 2010 – L’Ente Parco Nazionale della Sila e l’Università degli Studi di Firenze hanno stipulato una convenzione per il tirocinio di formazione e di orientamento degli studenti.



La manovra finanziaria in discussione in Parlamento rappresenta una seria e grave minaccia per i parchi nazionali d’Italia, le riserve, i parchi regionali e le aree marine. Tra le misure previste figura infatti quella che prevede la riduzione del 50% del capitolo di bilancio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare destinato ai contributi ordinari ai parchi, passando dall’attuale base di circa 50 milioni a 25 milioni. Ciò significherebbe ridimensionare in maniera drastica molte attività promozionali e di sviluppo, la ricerca scientifica ed in generale tutte le attività di tutela e salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturalistico italiano.
Parco Nazionale della Sila
Seguici su Facebook
Seguici su Flickr
Seguici su Google Buzz
Seguici su Twitter